TEX WILLER è un RANGER, e come tale si qualifica frequentemente, esibendo, se occorre, la stella simbolo del corpo, ma la sua attività di rappresentante della legge non è a tempo pieno: svolge delle mansioni, sia su richiesta del comando, che spontaneamente.
TEX è anche il capo delle tribù NAVAJOS con il nome di aquila della notte. Inoltre è, incaricato dal governo come agente indiano della stessa nazione pellerossa.
Nelle sue avventure è di solito accompagnato dai suoi tre pards; KIT CARSON, anchesso RANGER, KIT WILLER, figlio di TEX e di LILYTH, una squaw NAVAJOS, TIGER JACK, guerriero NAVAJO e fratello di sangue dell'eroe. I criminali li considerano puro veleno, dei veri satanassi e dei tizzoni d'inferno.
L'autore affermava che TEX "quando vede un torto, il povero cristo che soffre ingiustamente, lui si ribella e prende le sue difese. Che poi sia negro, che sia bianco, che sia indiano, che sia contadino, che sia una persona facoltosa, non gliene frega niente.
Classico esempio di eroe positivi senza macchia e senza paura, pur di far trionfare la giustizia è disposto anche a violare la legge, i suoi rapporti con i tutori dell'ordine e le autorità costituite sono tuttaltro che idilliache.
TEX ha nervi d'acciaio che gli consentono in ogni circostanza e in ogni pericolo di valutare la situazione e trovare una via di uscita. Questa particolare capacità gli permette di mettere in inferiorità psicologica l'avversario di turno, tanto da indurlo a sbagliare mira o, a volte, ad abbandonare la partita.
lunedì 10 marzo 2014
domenica 9 marzo 2014
FEMMINICIDIO ALLA GIAPPONESE (di STEFANO FELTRI)
PROIETTILI DI ZUCCHERO1-2
I MANGA shojo sono quelli per ragazze, che di solito raccontano storie di adolescenti innamorate ora terribilmente infelici ora entusiaste dell'amore conquistato. a prima vista anche "PROIETTILI DI ZUCCHERO", traduzione un po infelice del titolo internazionale "a LOLLYPOP OR A BULLET", sembra un normale shojo. Ci sono due ragazze NAGISA e MOHUZU. La prima un po' sfigata con un fratello "HIKIKOMORI" (quei ragazzi che si chiudono in casa e vivono di p.c manga e anime, i cartoni animati giapponesi).
L'altra è affascinante, misteriosa, un po pazzerella (ripete a tutti di essere una sirena uscita dal mare), che attira i ragazzi ed è invidiata dalle ragazze.
C'è però un'ombra su di lei, un disagio profondo che traspare dietro le eccentricità. La storia non è poi cosi originale: MAKOZU è vittima di persone e sevizie dal padre, una rok star decaduta che sfoga su di lei la propria frustrazione. L'aspetto interessante è il modo in cui le due autrici, KAZUKI SAKURABA (testi) e IQURA SUGIMOTO (disegni), costringono il lettore a guardare, impotente.
Come la protagonista, NAGISA, noi spettatori capiamo ma continuiamo a illuderci che ci siano altre spiegazioni, ci lasciamo depistare, illudere che l'epilogo possa essere diverso. Che MOKUZU sparando i suoi "PROIETTILI DI ZUCCHERO" con cui cerca di attirare l'attenzione nasconda qualche segreto sorprendente., invece che un passato e un presente di abusi, terribili e banali nella loro frequenza.
Come NAGISA, anche il lettore finisce per osservare passivamente fino all'inevitabile, soffrendo non per empatia ma per impotenza. Questa serie in due volumi di PLANET MANGA, è più efficace di mille appelli contro il femminicidio (poco importa che sia ambientato in Giappone, paese che ha una soglia di tolleranza elevata della violenza).
I MANGA shojo sono quelli per ragazze, che di solito raccontano storie di adolescenti innamorate ora terribilmente infelici ora entusiaste dell'amore conquistato. a prima vista anche "PROIETTILI DI ZUCCHERO", traduzione un po infelice del titolo internazionale "a LOLLYPOP OR A BULLET", sembra un normale shojo. Ci sono due ragazze NAGISA e MOHUZU. La prima un po' sfigata con un fratello "HIKIKOMORI" (quei ragazzi che si chiudono in casa e vivono di p.c manga e anime, i cartoni animati giapponesi).
L'altra è affascinante, misteriosa, un po pazzerella (ripete a tutti di essere una sirena uscita dal mare), che attira i ragazzi ed è invidiata dalle ragazze.
C'è però un'ombra su di lei, un disagio profondo che traspare dietro le eccentricità. La storia non è poi cosi originale: MAKOZU è vittima di persone e sevizie dal padre, una rok star decaduta che sfoga su di lei la propria frustrazione. L'aspetto interessante è il modo in cui le due autrici, KAZUKI SAKURABA (testi) e IQURA SUGIMOTO (disegni), costringono il lettore a guardare, impotente.
Come la protagonista, NAGISA, noi spettatori capiamo ma continuiamo a illuderci che ci siano altre spiegazioni, ci lasciamo depistare, illudere che l'epilogo possa essere diverso. Che MOKUZU sparando i suoi "PROIETTILI DI ZUCCHERO" con cui cerca di attirare l'attenzione nasconda qualche segreto sorprendente., invece che un passato e un presente di abusi, terribili e banali nella loro frequenza.
Come NAGISA, anche il lettore finisce per osservare passivamente fino all'inevitabile, soffrendo non per empatia ma per impotenza. Questa serie in due volumi di PLANET MANGA, è più efficace di mille appelli contro il femminicidio (poco importa che sia ambientato in Giappone, paese che ha una soglia di tolleranza elevata della violenza).
martedì 4 marzo 2014
A COSA SERVONO (ANCORA) GLI EROI di STEFANO FELTRI
SUPERIOR
MARK MILLAR forese è il migliore scrittore di FUMETTI di supereroi in circolazione. Perghè anche se li riempie di parolacce (vedi KICK ASS), anche se si diverte a infierire sui personaggi classici, distruggendoli per reinventarli, a violarne l'ingenua purezza delle origini per sporcarli con la politica e il sesso, MILLAR è quello che più di ogni altro ne ha capito il potenziale, il senso sociale.
"SUPERIOR" è una miniserie del 2010 che ora PANINI ripubblica in volume. Ed è un FUMETTO notevole. MILLAR è cresciuto, come molti di noi, venerando i film di SUPERMAN interpretati dal compianto CRISTOPHER REEVE. E "SUPERIOR" è un omaggio a quei film e a quell'immaginario,ma in puro stile MILLAR
I disegni di LANIL YU, uno che non ha bisogno di strani effetti al compuuter per renderli spettacolari, sono cupi ed epici quanto basta. Ma è la storia che conta: il protagonista è un ragazzo con la sclerosi multipla, che fatica a camminare e con l'unico amico che gli è rimasto parla di fumetti, film e altre cose da quattordicenni:
Gli appare una scimmia spaziale uscita dal kolossal su SUPERIOR, il suo preferito, e gli propone di trasformarsi nel supereroe. La scimmia è in realtà un demone che dopo una settimana eclama l'anima del ragazzo, SIMON SPOONI. In alternativa dovrà dire addio al mantello e ai superpoteri e rassegnarsi alla SLA.
E qui cominciano i giochi con i clichè: il FUMETTO sembra prendere una piega un pò moralista (il vero eroe è quello che affronta la malattia), poi no, MILLAR ribalta tutto, si può anche cedere la propria anima al diavolo per salvare il mondo, torna SUPERIOR e sconfigge i cattivi.
Ma nuovo ribaltamento, è pur sempre un FUMETTO di supereroi, la vittoria del bene deve essere totale, e allora, colpo di scena, il diavolo potrebbe aver fatto male i suoi conti (ma poi, con un triplo salto, il più eroe di tutti rivela l'eroe che interpreta SUPERIOR al cinema).
In un meta FUMETTO che sembra negare le fondamenta del genere, MILLAR infila tutte le ragioni per cui bisogna leggere storie di supereroi: per tendere verso un ideale irraggiungibile,per sentirsi migliori, per illudersi che alla fine chi sta dalla parte giusta ce la faccia, ma senza perdere la consapevolezza che tutte queste cose succedono soltanto nei FUMETTI.
MARK MILLAR forese è il migliore scrittore di FUMETTI di supereroi in circolazione. Perghè anche se li riempie di parolacce (vedi KICK ASS), anche se si diverte a infierire sui personaggi classici, distruggendoli per reinventarli, a violarne l'ingenua purezza delle origini per sporcarli con la politica e il sesso, MILLAR è quello che più di ogni altro ne ha capito il potenziale, il senso sociale.
"SUPERIOR" è una miniserie del 2010 che ora PANINI ripubblica in volume. Ed è un FUMETTO notevole. MILLAR è cresciuto, come molti di noi, venerando i film di SUPERMAN interpretati dal compianto CRISTOPHER REEVE. E "SUPERIOR" è un omaggio a quei film e a quell'immaginario,ma in puro stile MILLAR
I disegni di LANIL YU, uno che non ha bisogno di strani effetti al compuuter per renderli spettacolari, sono cupi ed epici quanto basta. Ma è la storia che conta: il protagonista è un ragazzo con la sclerosi multipla, che fatica a camminare e con l'unico amico che gli è rimasto parla di fumetti, film e altre cose da quattordicenni:
Gli appare una scimmia spaziale uscita dal kolossal su SUPERIOR, il suo preferito, e gli propone di trasformarsi nel supereroe. La scimmia è in realtà un demone che dopo una settimana eclama l'anima del ragazzo, SIMON SPOONI. In alternativa dovrà dire addio al mantello e ai superpoteri e rassegnarsi alla SLA.
E qui cominciano i giochi con i clichè: il FUMETTO sembra prendere una piega un pò moralista (il vero eroe è quello che affronta la malattia), poi no, MILLAR ribalta tutto, si può anche cedere la propria anima al diavolo per salvare il mondo, torna SUPERIOR e sconfigge i cattivi.
Ma nuovo ribaltamento, è pur sempre un FUMETTO di supereroi, la vittoria del bene deve essere totale, e allora, colpo di scena, il diavolo potrebbe aver fatto male i suoi conti (ma poi, con un triplo salto, il più eroe di tutti rivela l'eroe che interpreta SUPERIOR al cinema).
In un meta FUMETTO che sembra negare le fondamenta del genere, MILLAR infila tutte le ragioni per cui bisogna leggere storie di supereroi: per tendere verso un ideale irraggiungibile,per sentirsi migliori, per illudersi che alla fine chi sta dalla parte giusta ce la faccia, ma senza perdere la consapevolezza che tutte queste cose succedono soltanto nei FUMETTI.
sabato 1 marzo 2014
UNA FATICOSA VITA DA AUTORE DI MANGA (di STEFANO FELTRI)
UNA VITA TRA I MARGINI
Essendo un'arte povera, incapace di diventare massa e altrettanto restia a rivolgersi solo alle elite, il FUMETTO mantiene sempre una dimensione artigianale e commerciale. Nel senso che raccontare la vita di un autore, per quanto grande sia, significa sempre parlare di scadenze, di compensi inadeguati, editori furbasti che non rispettano mai i patti, di notti in bianco prima della consegna.
Per quanta passione ci metta l'autore, le autobiografie fumettistiche sono sempre storie di artigianato.
Quella di YOSHIRO TATSUMI non fa eccezione nato nel 1935, uno dei maestri dei MANGA contemporaneo ( anche se poco noto in ITALIA), dedica 850 pagine a ricostruire quella che definisce "UNA VITA TRA I MARGINI".
La sua, nel GIAPPONE dell'immediato dopoguerra, giovanissimo, riesce a diventare un autore professionista con il percorso classico, che in tanti seguono anche oggi (c'è un'apposita serie che racconta la vita dei giovani fumettisti, BAKUMAN). Partecipa ai concorsi delle riviste MANGA più famose, li vince con semplici strisce umoristiche, poi convince alcuni editori a pubblicare storie lunghe. Incontra il suo idolo, OSAMU TEZUKA, "il dio del MANGA", che conquista il paese creando un universo di personaggi fortemente influenzato da quello di WALT DISNEY.
YOSHIRO TATSUMI si distaccherà poi dal maestro, elaborando il genere GEKIGA, meno cartonistico e più realista, per raccontare il mondo reale invece che per evaderne. Agli appassionati dei MANGA piacerà, il lettore medio troverà "UNA VITA TRA I MARGINI" un pò lento ma alla fine ne saprà di più come lavora un grande autore di FUMETTI.
Essendo un'arte povera, incapace di diventare massa e altrettanto restia a rivolgersi solo alle elite, il FUMETTO mantiene sempre una dimensione artigianale e commerciale. Nel senso che raccontare la vita di un autore, per quanto grande sia, significa sempre parlare di scadenze, di compensi inadeguati, editori furbasti che non rispettano mai i patti, di notti in bianco prima della consegna.
Per quanta passione ci metta l'autore, le autobiografie fumettistiche sono sempre storie di artigianato.
Quella di YOSHIRO TATSUMI non fa eccezione nato nel 1935, uno dei maestri dei MANGA contemporaneo ( anche se poco noto in ITALIA), dedica 850 pagine a ricostruire quella che definisce "UNA VITA TRA I MARGINI".
La sua, nel GIAPPONE dell'immediato dopoguerra, giovanissimo, riesce a diventare un autore professionista con il percorso classico, che in tanti seguono anche oggi (c'è un'apposita serie che racconta la vita dei giovani fumettisti, BAKUMAN). Partecipa ai concorsi delle riviste MANGA più famose, li vince con semplici strisce umoristiche, poi convince alcuni editori a pubblicare storie lunghe. Incontra il suo idolo, OSAMU TEZUKA, "il dio del MANGA", che conquista il paese creando un universo di personaggi fortemente influenzato da quello di WALT DISNEY.
YOSHIRO TATSUMI si distaccherà poi dal maestro, elaborando il genere GEKIGA, meno cartonistico e più realista, per raccontare il mondo reale invece che per evaderne. Agli appassionati dei MANGA piacerà, il lettore medio troverà "UNA VITA TRA I MARGINI" un pò lento ma alla fine ne saprà di più come lavora un grande autore di FUMETTI.
martedì 25 febbraio 2014
RIBELLIONE PUNK SENZA ILLUSIONI (di STEFANO FELTRI)
TROPPO NON E' MAI ABBASTANZA
Questo FUMETTONE autobiografico nelle prime pagine promette libertà, trasgressione, ribellione ed entusiasmo, con l'atmosafera punk anni Ottanta come surrogato di quella "ON THE ROAD" di JACK KEROUAC. Tutte promesse tradite.
Ma questo non è un demerito del libro, anzi, va dato atto all'autrice di non nasconderci nulla, di non rivestire di un'aura romantica quello che è un viaggio verso l'inferno invece che un'ascesa verso la libertà.
ULLI è nata nel 1967, oggi è un'autrice di FUMETTI e cura un sito web comics. Nella noia viennese di inizio anni Ottanta Decide di partire verso l?Italia con l'amica EDI: Senza documenti, minorenne entusiasta e ribelle (sono gli anni dell'anarchia nichilista che in musica diventa punk), ULLI attraversa il confine a piedi. Inizia una avventura senza trama in Italia. ULLIe EDI vivono secondo l'etica punk che all'epoca sembrava cosi eroica e oggi pare soltanto triste.
Non senza cedere a qualche luogo comune sul paese della pizza-pasta- mandolino, la narrazione si snoda tra i due bivacchi principali, Roma e la Siciglia. Per una serie di circostanze quasi miracolose ULLI e EDI sopravvivono a stupri, arresti, rapporti con qualche boss mafioso e, sopratutto, alla scoperta dell'eroina.
Finisce come tutte le ribellioni, con il ritorno a casa tra le braccia dei genitori e con la rassegnazione alla vita normale.
Il romanzo di ULLI LUST è sgradevole, nel senso in cui lo sono i romanzi di IRVINE WELSH, ma onesto. Un disegno minimalista, un pò caricaturale e nervoso, crea la giusta atmosfera, coerente con la scelta di tenere tutto su tonalità di verde che trasformano l'avventura di ULLI ed EDI una versione decomposta e marcescente dei "frandi tour" ottocenteschi che portavano i nobili rampolli europei in giro per lItalia, prima di abbandonarsi alle vite molli e noiose che le famiglie avevano scelto per loro.
Questo FUMETTONE autobiografico nelle prime pagine promette libertà, trasgressione, ribellione ed entusiasmo, con l'atmosafera punk anni Ottanta come surrogato di quella "ON THE ROAD" di JACK KEROUAC. Tutte promesse tradite.
Ma questo non è un demerito del libro, anzi, va dato atto all'autrice di non nasconderci nulla, di non rivestire di un'aura romantica quello che è un viaggio verso l'inferno invece che un'ascesa verso la libertà.
ULLI è nata nel 1967, oggi è un'autrice di FUMETTI e cura un sito web comics. Nella noia viennese di inizio anni Ottanta Decide di partire verso l?Italia con l'amica EDI: Senza documenti, minorenne entusiasta e ribelle (sono gli anni dell'anarchia nichilista che in musica diventa punk), ULLI attraversa il confine a piedi. Inizia una avventura senza trama in Italia. ULLIe EDI vivono secondo l'etica punk che all'epoca sembrava cosi eroica e oggi pare soltanto triste.
Non senza cedere a qualche luogo comune sul paese della pizza-pasta- mandolino, la narrazione si snoda tra i due bivacchi principali, Roma e la Siciglia. Per una serie di circostanze quasi miracolose ULLI e EDI sopravvivono a stupri, arresti, rapporti con qualche boss mafioso e, sopratutto, alla scoperta dell'eroina.
Finisce come tutte le ribellioni, con il ritorno a casa tra le braccia dei genitori e con la rassegnazione alla vita normale.
Il romanzo di ULLI LUST è sgradevole, nel senso in cui lo sono i romanzi di IRVINE WELSH, ma onesto. Un disegno minimalista, un pò caricaturale e nervoso, crea la giusta atmosfera, coerente con la scelta di tenere tutto su tonalità di verde che trasformano l'avventura di ULLI ed EDI una versione decomposta e marcescente dei "frandi tour" ottocenteschi che portavano i nobili rampolli europei in giro per lItalia, prima di abbandonarsi alle vite molli e noiose che le famiglie avevano scelto per loro.
domenica 23 febbraio 2014
EFFETTO WATERGATE SU CAPITAN AMERICA (di STEFANO FELTRI)
CAPITAN AMERICA-NOMAD
Di solito i FUMETTI dei supereroi invecchiano male, sono troppo intrisi del tempo in cui sono stati scritti per sopravvivergli. Ci sono casi rari in cui proprio il loro loro risultare datati diventa spunto di interesse. E' il caso di "CAPITAN AMERICA-NOMAD", un volume della PANINI COMICS che recupera un ciclo di storie classicche.
Negli Stati Uniti del 1974 anche i supereroi si confrontano con il disastro dell'Amministrazione NIXON e lo scandalo WATERGATE (declinato alla MARVEL nella cospirazione dell'organizzazione "L'impero segreto"). CAPITAN AMERICA è disgustato, sente che il sogno americano è stato corrotto e quindi abbandona il suo tradizionale costume a stelle e strisce, Diventa NOMAD, l'eroe senza patria, che non abbandona il suo paese ache se questo lo ha tadito.Quando capisce l'importanza dei simboli, la necessità che ha il popolo americano di riconoscersi in una incarnazione dell'ideale, recupera lo scudo, il capuccio con le alette e torna il CAP di sempre.
I disegni di SAL BUSCEMA e HERB TRIMPE sono vintage, ma conservano la forza di un epoca in cui i FUMETTI dovevano essere psichedelici e lisergici (merito anche di qualche chimico , pare). Le sceneggiature di STEVE ENGLEHART sono un puro stile SEVENTIES, molto verbose per gli standard attuali ma con un ironia che oggi si è persa alla MARVEL, dove dominano logiche holiwoodiane e un certo cinismo.
I terroristi vestiti da serpenti e che parlano con un misto di linguaggio marxista e nichilista sono strepitosi, cosi come le manifestazioni degli afroamericani che protestano in solidarietà ai Serpenti marxisti e contro il biondo NOMAD. Co-protagonista è FALCON il primo super eroe nero della MARVEL, cresciuto nel BRONX, che doveva portare nuovi lettori a un editore che solo negli anni Settanta scopriva le minoranze (gli X-MEN,al momento del rilancio, avevano anche il tedesco, il russo, il nativo americano, il canadese e cosi via) "NOMAD" è un imbevuto della sua epoca, ma non è solo un fossile di cultura pop, ancora un fumetto godibile e di buon ritmo.
Di solito i FUMETTI dei supereroi invecchiano male, sono troppo intrisi del tempo in cui sono stati scritti per sopravvivergli. Ci sono casi rari in cui proprio il loro loro risultare datati diventa spunto di interesse. E' il caso di "CAPITAN AMERICA-NOMAD", un volume della PANINI COMICS che recupera un ciclo di storie classicche.
Negli Stati Uniti del 1974 anche i supereroi si confrontano con il disastro dell'Amministrazione NIXON e lo scandalo WATERGATE (declinato alla MARVEL nella cospirazione dell'organizzazione "L'impero segreto"). CAPITAN AMERICA è disgustato, sente che il sogno americano è stato corrotto e quindi abbandona il suo tradizionale costume a stelle e strisce, Diventa NOMAD, l'eroe senza patria, che non abbandona il suo paese ache se questo lo ha tadito.Quando capisce l'importanza dei simboli, la necessità che ha il popolo americano di riconoscersi in una incarnazione dell'ideale, recupera lo scudo, il capuccio con le alette e torna il CAP di sempre.
I disegni di SAL BUSCEMA e HERB TRIMPE sono vintage, ma conservano la forza di un epoca in cui i FUMETTI dovevano essere psichedelici e lisergici (merito anche di qualche chimico , pare). Le sceneggiature di STEVE ENGLEHART sono un puro stile SEVENTIES, molto verbose per gli standard attuali ma con un ironia che oggi si è persa alla MARVEL, dove dominano logiche holiwoodiane e un certo cinismo.
I terroristi vestiti da serpenti e che parlano con un misto di linguaggio marxista e nichilista sono strepitosi, cosi come le manifestazioni degli afroamericani che protestano in solidarietà ai Serpenti marxisti e contro il biondo NOMAD. Co-protagonista è FALCON il primo super eroe nero della MARVEL, cresciuto nel BRONX, che doveva portare nuovi lettori a un editore che solo negli anni Settanta scopriva le minoranze (gli X-MEN,al momento del rilancio, avevano anche il tedesco, il russo, il nativo americano, il canadese e cosi via) "NOMAD" è un imbevuto della sua epoca, ma non è solo un fossile di cultura pop, ancora un fumetto godibile e di buon ritmo.
venerdì 21 febbraio 2014
LA NOSTRA REALTA' RACCONTATA SU DYLAN DOG (riatampa) DI FEBBRAIO
Innanzitutto lasciatemi ringraziare la casa editrice BONELLI per aver raccontato la nostra realta' su un FUMETTO importante come DYLAN DOG.
Ecco l'articolo pubblicato
LA CASA DEL FUMETTO
"Mi chiamo FRANCESCO e vi scrivo per farvi arrivare il mio saluto. Ho 38 anni e mi piace l'idea di presentarmi dopo tanti anni di appassionata "unilaterale" amicizia. Vi segnalo una realtà piccina ma preziosa che ho conosciuto l'estate passata; nel piccolo paese di SELLIA (CZ, poco più di 500 abitanti), esiste la casa del fumetto, una biblioteca a tema, che tra le altre, custodisce e mette a disposizione di tutti tante vostre cose. Chi l'ha promossa e tuttora se ne occupa meriterebbe un vostro pensiero".
Ringraziamo un pò commossi FRANCESCO ATRIPALDI per la passione con cui ci segue. PIER LUIGI BONIZZI- sfegatato fan texiano- è il curatore della CASADEL FUMETTO di cui sopra. Anche a lui, vanno i nostri più sinceri ringraziamenti. A quanto pare, dopo tanti decenni in cui sono state calorosamente bistrattate, le nuvole parlanti sono riuscite a conquistarsi un loro posto al sole in biblioteca, in un epoca in cui si fa sempre più manifesta la disaffezione all'edicola, un tempo unico loro luogo di riferimento
"
Ecco l'articolo pubblicato
LA CASA DEL FUMETTO
"Mi chiamo FRANCESCO e vi scrivo per farvi arrivare il mio saluto. Ho 38 anni e mi piace l'idea di presentarmi dopo tanti anni di appassionata "unilaterale" amicizia. Vi segnalo una realtà piccina ma preziosa che ho conosciuto l'estate passata; nel piccolo paese di SELLIA (CZ, poco più di 500 abitanti), esiste la casa del fumetto, una biblioteca a tema, che tra le altre, custodisce e mette a disposizione di tutti tante vostre cose. Chi l'ha promossa e tuttora se ne occupa meriterebbe un vostro pensiero".
Ringraziamo un pò commossi FRANCESCO ATRIPALDI per la passione con cui ci segue. PIER LUIGI BONIZZI- sfegatato fan texiano- è il curatore della CASADEL FUMETTO di cui sopra. Anche a lui, vanno i nostri più sinceri ringraziamenti. A quanto pare, dopo tanti decenni in cui sono state calorosamente bistrattate, le nuvole parlanti sono riuscite a conquistarsi un loro posto al sole in biblioteca, in un epoca in cui si fa sempre più manifesta la disaffezione all'edicola, un tempo unico loro luogo di riferimento
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