PERTINI FRA LE NUVOLE
Ci vorrebbe un altro SANDRO PERTINI dicono tanti. soprattutto quelli che l'hanno conosciuto, ma anche chi non era nato nel settennato presidenziale dal 1978 al 1985 del socialista con la pipa eppure lo ricorda con affetto.
Anche grazie ai fumetti di ANDREA PAZIENZA che lo hanno elevato a icona, l'unico politico diventato un personaggio dei FUMETTI.E allora, mentre ci addentriamo nei giorni delle faide quirinalizie, è il momento giusto per leggersi "PERTINI TRA LE NUVOLE".
ELETTRA STAMBOULIS (testi) e GIANLUCA COSTANTINI (disegni) hanno avuto un'idea semplice sviluppata in modo geniale: se si deve fare un FUMETTO su PERTINI, si può fare a prescindere da quello di PAZIENZA? OVVIO CHE NO. E allora tutto il libro è un dialogo tra il presidente e il disegnatore, ovviamente entrambi in paradiso, che mantengono toni e umorismo caustico del FUMETTO originale.
Poi c'è il tocco di genio, che trasforma il FUMETTO in una meta FUMETTO-al quadrato, al cubo, un gioco di citazionismo quasi psichedelico: nei diversi capitoli del libro, le controparti fumettistiche dei due personaggi storici si "fumetizzano" ulteriormente.
Una volta sono inseriti nel mondo dei PEANUTS (con PERTINI-CHARLIE BROWN), un altra in quello di MAFALDA, poi BRACCIO DI FERRO, ASTERX addirittura MAUS di ART SPIEGELMAN, nel gran finale il richiamo è all'autobiografia di MOEBIUS. "PERTINI TRA LE NUVOLE " sfugge completamente alla deriva didascalica e divulgativa che hanno certe biografie a FUMETTI e riesce invece a catturare quella umana (ma anche politica) di PERTINI che aveva fatto innamorare PAZ. Però riesce anche a ricostruire la straordinaria vita di PERTINI e a dimostrare come dovrebbe essere un presidente della Repubblica capace di incarnare non soltanto l'equilibrio tra partiti e istituzioni, ma anche lo spirito di un paese, la sua coscienza collettiva e lo spirito del suo tempo.
MATTEO RENZI cita pochi libri e ancor meno FUMETTI ma chissà, qualcuno che gli è vicino potrebbe regalargli una coppia di "PERTINI TRA LE NUVOLE". Cosi, per avere qualche spunto quando sottoporrà i candidati per il Colle al suo partito e al Parlamento.
lunedì 9 febbraio 2015
venerdì 6 febbraio 2015
E' ARRIVATA LA PRIMAVERA
Oggi per mè sembra che sia arrivata la primavera perché sino ad ora senza internet mi sembrava di vivere nei freddi ghiacci dell'ALASCA, spero che una volta ritrovata la possibilità ( non per causa mia) di essere ancora presente sul blog non sia momentanea ma che perduri nel tempo.
I VAMPIRI POSSONO DAVVERO MORDERE (di STEFANO FELTRI)
IL VAMPIRO CHE RIDE
Dovendo scegliere il FUMETTO più disturbante di questi anni, non avrei dubbi: "il bruco" di SUEHIRO MARUO. Un veterano torna dalla guerra con braccia e gambe amputate, la moglie lo aspetta e cerca di salvare una parvenza di vita coniugale. A un paio d'anni da quel volume, COCONINO PRESS manda in libreria un'altra opera in due volumi di SUEHIRO, "IL VAMPIRO CHE RIDE", uscito a puntate sulla rivista YOUNG CHAMPION tra 1998 e 1999. I vampiri ci sono, le risate invece scarseggiano. Se cercate un antidoto all'eccesso di buoni sentimenti tipico dei giorni natalizi, SUEHIRO è ottimo. La trama è esile non semplice da seguire: c'è una vampira anziana che contagia due giovani adepti, LUCA e KONOSUKE, i quali sperimentano poi le torpide gioie della loro nuova condizione, in un crescendo di omicidi, sgozzamenti, impiccagioni, violenze. E' difficile spiegare cosa renda il tratto di SUHEIRO così inquietante: di vampiri ne abbiamo visti ovunque (c'è anche una bella raccolta sul tema di storie di DYLAN DOG appena uscito per MONDADORI), in questi anni poi i succhiasangue adolescenti hanno dominato cinema e librerie. Eppure i vampiri di SUEHIRO sono diversi: non hanno alcuna patina di romanticismo, invecchiano per l'eternità senza vivere davvero, non provano piacere (spesso erotico) nell'assorbire l'essenza vitale altrui, ma soprattutto nel mero gesto dell'uccisione. Ci sono varie allusioni sociologiche: il disagio degli adolescenti giapponesi, oppressi dalla competizione del sistema scolastico e repressi da una società che ammette ogni trasgressione ma finge di condannarla. C'è il continuo tentativo di mascherarsi, nascondere le proprie sembianze e negare la propria identità come strumento di liberazione e la resa agli istinti più turbi come ammissione di umanità. Ma tutto questo è secondario, in fondo. Quello che conta è il talento di SUEHIRO nel cogliere un'oscurità profonda che non è legata alla cultura di provenienza del lettore ma ancestrale. Leggere i suoi FUMETTI significa fissare l'oscurità e scoprire il fascino magnetico e repellente.
Dovendo scegliere il FUMETTO più disturbante di questi anni, non avrei dubbi: "il bruco" di SUEHIRO MARUO. Un veterano torna dalla guerra con braccia e gambe amputate, la moglie lo aspetta e cerca di salvare una parvenza di vita coniugale. A un paio d'anni da quel volume, COCONINO PRESS manda in libreria un'altra opera in due volumi di SUEHIRO, "IL VAMPIRO CHE RIDE", uscito a puntate sulla rivista YOUNG CHAMPION tra 1998 e 1999. I vampiri ci sono, le risate invece scarseggiano. Se cercate un antidoto all'eccesso di buoni sentimenti tipico dei giorni natalizi, SUEHIRO è ottimo. La trama è esile non semplice da seguire: c'è una vampira anziana che contagia due giovani adepti, LUCA e KONOSUKE, i quali sperimentano poi le torpide gioie della loro nuova condizione, in un crescendo di omicidi, sgozzamenti, impiccagioni, violenze. E' difficile spiegare cosa renda il tratto di SUHEIRO così inquietante: di vampiri ne abbiamo visti ovunque (c'è anche una bella raccolta sul tema di storie di DYLAN DOG appena uscito per MONDADORI), in questi anni poi i succhiasangue adolescenti hanno dominato cinema e librerie. Eppure i vampiri di SUEHIRO sono diversi: non hanno alcuna patina di romanticismo, invecchiano per l'eternità senza vivere davvero, non provano piacere (spesso erotico) nell'assorbire l'essenza vitale altrui, ma soprattutto nel mero gesto dell'uccisione. Ci sono varie allusioni sociologiche: il disagio degli adolescenti giapponesi, oppressi dalla competizione del sistema scolastico e repressi da una società che ammette ogni trasgressione ma finge di condannarla. C'è il continuo tentativo di mascherarsi, nascondere le proprie sembianze e negare la propria identità come strumento di liberazione e la resa agli istinti più turbi come ammissione di umanità. Ma tutto questo è secondario, in fondo. Quello che conta è il talento di SUEHIRO nel cogliere un'oscurità profonda che non è legata alla cultura di provenienza del lettore ma ancestrale. Leggere i suoi FUMETTI significa fissare l'oscurità e scoprire il fascino magnetico e repellente.
lunedì 15 dicembre 2014
LA SOPRAVVISSUTA SOLA TRA I ROBOT (di STEFANO FELTRI
LA SOPRAVVISSUTA
Negli anni della guerra fredda gli scenari post atomici non dovevano neppure essere giustificati: immaginarsi unici sopravvissuti dopo un olocausto nucleare era un pensiero che tutti coltivavano nel retro delle loro menti.
Nel 1985 PAUL GILLON (SCOMPARSO NEL 20119) ha declinato questo tema in un mondo che resta attuale anche ora che le bombe atomiche non fanno più paura, ma la solitudine continua ad essere un incubo concreto nelle nostre società.
MAGIC PRESS pubblica l'integrale de "LA SOPRAVVISSUTA", un opera complessa,raffinata. GILLON è un grandissimo disegnatore, con una vena erotica molto sviluppata che lo rende simile a MILO MANARA per la creatività nel trovare sempre una ragione diversa per sbrogliare la sua protagonista. Perché ne "LA SOPRAVVISSUTA" praticamente ci sono solo due personaggi umani (qualche altra comparsa dura poco). per il resto soltanto robot o macchine.
La sempre nuda AUDE si aggira in un mondo in cui la vita biologica sembra estinta, restano solo le macchine, perfettamente efficienti: i vigili robot multano per eccesso di velocità e se si ruba in un supermarket vuoto, un cameriere robotico, ULYSSE sviluppa un istinto di possesso pericoloso e violento.
AUDE finisce per ritrovarsi prigioniera di un robot geloso e disposto a uccidere per affermare la supremazia della tecnologia sulla biologica. Ma è un'illusione: la vita è più forte della tecnica, nonostante tutto. col passare delle pagine si assiste a un ribaltamento: senza manutenzione e senza esseri umani che se ne occupino, i robot arrugginiscono e si fermano, la non più giovane AUDE si assume il compito di preservare il ciclo della vita mentre nelle acque ormai ripulite della SENNA nascono nuovi organismi primordiali pronti a ripopolare la terra.
Proprio la vita sembra trionfare, GILLON devia la storia in una direzione più malinconica, una sconfitta epica che però è anche premessa di una resurrezione laica. La carica erotica del FUMETTO potrebbe ingiustamente confinarlo agli stessi scafali delle "CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO", ma "LA SOPRAVVISSUTA" ha la caratteristica della migliore fantascienza di illuminarci sul presente raccontandoci il futuro.
Negli anni della guerra fredda gli scenari post atomici non dovevano neppure essere giustificati: immaginarsi unici sopravvissuti dopo un olocausto nucleare era un pensiero che tutti coltivavano nel retro delle loro menti.
Nel 1985 PAUL GILLON (SCOMPARSO NEL 20119) ha declinato questo tema in un mondo che resta attuale anche ora che le bombe atomiche non fanno più paura, ma la solitudine continua ad essere un incubo concreto nelle nostre società.
MAGIC PRESS pubblica l'integrale de "LA SOPRAVVISSUTA", un opera complessa,raffinata. GILLON è un grandissimo disegnatore, con una vena erotica molto sviluppata che lo rende simile a MILO MANARA per la creatività nel trovare sempre una ragione diversa per sbrogliare la sua protagonista. Perché ne "LA SOPRAVVISSUTA" praticamente ci sono solo due personaggi umani (qualche altra comparsa dura poco). per il resto soltanto robot o macchine.
La sempre nuda AUDE si aggira in un mondo in cui la vita biologica sembra estinta, restano solo le macchine, perfettamente efficienti: i vigili robot multano per eccesso di velocità e se si ruba in un supermarket vuoto, un cameriere robotico, ULYSSE sviluppa un istinto di possesso pericoloso e violento.
AUDE finisce per ritrovarsi prigioniera di un robot geloso e disposto a uccidere per affermare la supremazia della tecnologia sulla biologica. Ma è un'illusione: la vita è più forte della tecnica, nonostante tutto. col passare delle pagine si assiste a un ribaltamento: senza manutenzione e senza esseri umani che se ne occupino, i robot arrugginiscono e si fermano, la non più giovane AUDE si assume il compito di preservare il ciclo della vita mentre nelle acque ormai ripulite della SENNA nascono nuovi organismi primordiali pronti a ripopolare la terra.
Proprio la vita sembra trionfare, GILLON devia la storia in una direzione più malinconica, una sconfitta epica che però è anche premessa di una resurrezione laica. La carica erotica del FUMETTO potrebbe ingiustamente confinarlo agli stessi scafali delle "CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO", ma "LA SOPRAVVISSUTA" ha la caratteristica della migliore fantascienza di illuminarci sul presente raccontandoci il futuro.
lunedì 24 novembre 2014
SERGIO BONELLI EDITORE
AFRICA NERA, FINE 800. L'AVVENTURA HA UN NUOVO EROE LIBERO E SELVAGGIO
La nuova serie a FUMETTI ideata da GIANFRANCO MANFREDI è ambientata nell'AFRICA subequatoriale alla fine del diciannovesimo secolo, l'impero britannico ha dichiarato guerra agli schiavisti, ma soltanto sulla carta. Chi quella guerra la combatte d'avvero è uno scozzese ribelle, amante della natura selvaggia e pronto a sfidare ogni pericolo, il suo nome è ADM WILD. Farlo arrabbiare può risultare letale.
WILD è membro della ROYAL GEOGRAPHICAL SOCIETY di LONDRA. Gode di una certa popolarità perché la stampa è molto interessata alle sue avventure. Ma a lui non interessa essere famoso. Non è neppure interessato a redigere rapporti scientifici. Disprezza gli studiosi che a tavolino scrivono di cose di cui non hanno diretta esperienza.
ADAM è un uomo dì azione che sai batte contro la tratta degli esseri umani e lo sfruttamento delle popolazioni africane. Adora la vita avventurosa, la scoperta di luoghi in cui nessun occidentale è mai stato prima. Rischia la pelle, non per dovere, ma perché questa è la vita che ha scelto.
ADAM ha un amico e finanziatore, il conte NARCISO MOLFETTA, un nobile italiano cresciuto in VATICANO, appassionato di esplorazioni, ma altezzoso e arrogante. Nel contesto africano, il suo comportamento raffinato risulta talvolta involontariamente ridicolo. E' un uomo spavaldo e impulsivo. i nemici li affronta con un bastone di passeggio "animato", dotato cioè di una lunga e affilata lama nascosta.
ADAM ha una compagna fissa: AMINA una giovane principessa bantu che avrebbe voluto essere una sacerdotessa, ma che il destino ha trasformato in guerriera. Non è certo il tipo della donna passiva e obbediente. Con ADAM litiga spesso e volentieri, ma i due si amano e si rispettano profondamente:
I loro nemici sono molti, ma ne spiccano due. IL primo è il cacciatore texano FRANKIE FROST, che lavora per il circo BARNUM, cui fornisce esemplari di bizzarre tribù indigene da esporre come animali negli zoo umani: La seconda è LADY GERTRUDE WINTER, un'aristocratica inglese. ADAM è stato suo amante, ma la respinta e lei non glielo mai perdonato. Si lega a FROST perché le fa comodo avere a fianco un esperto cacciatore, ma i due non sono in grado di collaborare. Stanno bene insieme soltanto quando uccidono. La loro relazione è troppo competitiva, e si regge sul sangue sparso.
La nuova serie a FUMETTI ideata da GIANFRANCO MANFREDI è ambientata nell'AFRICA subequatoriale alla fine del diciannovesimo secolo, l'impero britannico ha dichiarato guerra agli schiavisti, ma soltanto sulla carta. Chi quella guerra la combatte d'avvero è uno scozzese ribelle, amante della natura selvaggia e pronto a sfidare ogni pericolo, il suo nome è ADM WILD. Farlo arrabbiare può risultare letale.
WILD è membro della ROYAL GEOGRAPHICAL SOCIETY di LONDRA. Gode di una certa popolarità perché la stampa è molto interessata alle sue avventure. Ma a lui non interessa essere famoso. Non è neppure interessato a redigere rapporti scientifici. Disprezza gli studiosi che a tavolino scrivono di cose di cui non hanno diretta esperienza.
ADAM è un uomo dì azione che sai batte contro la tratta degli esseri umani e lo sfruttamento delle popolazioni africane. Adora la vita avventurosa, la scoperta di luoghi in cui nessun occidentale è mai stato prima. Rischia la pelle, non per dovere, ma perché questa è la vita che ha scelto.
ADAM ha un amico e finanziatore, il conte NARCISO MOLFETTA, un nobile italiano cresciuto in VATICANO, appassionato di esplorazioni, ma altezzoso e arrogante. Nel contesto africano, il suo comportamento raffinato risulta talvolta involontariamente ridicolo. E' un uomo spavaldo e impulsivo. i nemici li affronta con un bastone di passeggio "animato", dotato cioè di una lunga e affilata lama nascosta.
ADAM ha una compagna fissa: AMINA una giovane principessa bantu che avrebbe voluto essere una sacerdotessa, ma che il destino ha trasformato in guerriera. Non è certo il tipo della donna passiva e obbediente. Con ADAM litiga spesso e volentieri, ma i due si amano e si rispettano profondamente:
I loro nemici sono molti, ma ne spiccano due. IL primo è il cacciatore texano FRANKIE FROST, che lavora per il circo BARNUM, cui fornisce esemplari di bizzarre tribù indigene da esporre come animali negli zoo umani: La seconda è LADY GERTRUDE WINTER, un'aristocratica inglese. ADAM è stato suo amante, ma la respinta e lei non glielo mai perdonato. Si lega a FROST perché le fa comodo avere a fianco un esperto cacciatore, ma i due non sono in grado di collaborare. Stanno bene insieme soltanto quando uccidono. La loro relazione è troppo competitiva, e si regge sul sangue sparso.
martedì 18 novembre 2014
I GRANDI DEL FUMETTO
ALARICO GATTIA
Nasce a Genova il 9 dicembre 1927. Dal 1930 la sua famiglia si trasferisce a Milano, dove GATTIA risiede tutt'ora. Nel 1953 abbandona gli studi di architettura per iniziare un'attività di pubblicitario, seguita poi da una collaborazione per la MONDADORI durata circa dieci anni.
Dopo le prime esperienze nei mondo dei FUMETTI per il "CORRIERE DEI PICCOLI" e per la EDIFUMETTO, GATTIA comincia nel 72 una collaborazione con "DIABOLIK", realizzando le matite per una dozzina di storie.
Negli anni 70 inizia anche a lavorare per il "GIORNALINO", soprattutto attuando la riduzione in FUMETTI di classici della letteratura ("IL FANCIULLO RAPITO","L'ULTIMO DEI MOICANI", ECC.).
Per la CEPIM disegna due episodi della collana "UN UOMO, UNN'AVVENTURA", mentre per la MONDADORI collabora al secondo e al terzo volume della "STORIA D'ITALIA" di ENZO BIAGI. Per gli editori francesi ALROUSSE, disegna nella collana "A LA DE'COUVERTE DU MONDE" (1979)e nella serie "HISTOIRE DU FAR WEST".
GATTIA ha vito al 16° SALONE DI LUCCA il premio YELLOW KID
e il CARAND'ACHE.
Nasce a Genova il 9 dicembre 1927. Dal 1930 la sua famiglia si trasferisce a Milano, dove GATTIA risiede tutt'ora. Nel 1953 abbandona gli studi di architettura per iniziare un'attività di pubblicitario, seguita poi da una collaborazione per la MONDADORI durata circa dieci anni.
Dopo le prime esperienze nei mondo dei FUMETTI per il "CORRIERE DEI PICCOLI" e per la EDIFUMETTO, GATTIA comincia nel 72 una collaborazione con "DIABOLIK", realizzando le matite per una dozzina di storie.
Negli anni 70 inizia anche a lavorare per il "GIORNALINO", soprattutto attuando la riduzione in FUMETTI di classici della letteratura ("IL FANCIULLO RAPITO","L'ULTIMO DEI MOICANI", ECC.).
Per la CEPIM disegna due episodi della collana "UN UOMO, UNN'AVVENTURA", mentre per la MONDADORI collabora al secondo e al terzo volume della "STORIA D'ITALIA" di ENZO BIAGI. Per gli editori francesi ALROUSSE, disegna nella collana "A LA DE'COUVERTE DU MONDE" (1979)e nella serie "HISTOIRE DU FAR WEST".
GATTIA ha vito al 16° SALONE DI LUCCA il premio YELLOW KID
e il CARAND'ACHE.
lunedì 10 novembre 2014
UNO, NESSUNO E CENTOMILA DYLAN DOG (di STEFANO FELTRI)
SPAZIO PROFONDO
L'unico vantaggio di arrivare per ultimi a inserire il nuovo inizio di DYLAN DOG (colpa della lentezza delle poste italiane, ma sorvoliamo) è che c'è stato il tempo di leggere le tante reazioni sul web.
Le premesse sono arcinote: ROBERTO RECCHIONI è il nuovo curatore della collana-ormai da un anno- e dopo aver salvato il salvabile delle storie già in lavorazione (i tempi alla BONELLI sono lunghi), lancia ora un nuovo corso dell'indagatore dell'incubo che dovrebbe svecchiarlo un po', senza stravolgerlo: più tecnologia, nuovi personaggi, ambientazioni più contemporanee.
I commenti prevalenti su internet e sui social sono di questo tenore: "bella storia, ma cosà di nuovo questo DYLAN DOG? Non aveva più senso far cominciare il nuovo ciclo direttamente con il pensionamento dell'ispettore BLOCH, previsto nel numero di ottobre?". La storia " Nello SPAZIO PROFONDO", scritta da RECCHIONI e disegnata da un ottimo NICOLA MARI che ricorda JOHN ROMITA JR, ha i colori (notevoli di LORENZO DE FELICI) che in BONELLI si usano per le occasioni speciali.
Eppure sembra una storia di raccordo-" fill-in",le chiamano nei comics americani-invece che un grande debutto: nel2427 un clone di DYLAN DOG deve recuperare una nave alla deriva nello spazio infestata di fantasmi. Inevitabili le citazioni di ALIEN e della fantascienza anni Ottanta (con qualche scelta un po' didascalica, tipo chiamare la nave spaziale UK THATCHER).
in realtà RECCHIONI ha scelto la storia giusta per segnare il passaggio di epoca: è vero, non ci sono ancora le novità di "continuity" che caratterizzano il cambiamento, ma è una storia ambientata nel futuro, c'è un'intera squadra di coloni di DYLAN, anche uno in versione femminile, ciascuno con alcune delle caratteristiche del detective di GRAVEN ROAD.
"SPAZIO PROFONDO" è una dichiarazione di intenti più efficace di qualunque editoriale per quando DYLAN DOG possa cambiare, per quanto gli sceneggiatori possano divertirsi a giocare con lui, deformandolo, trasformandolo, anche uccidendolo, l'indagatore dell'incubo resterà fedele a se stesso perché ormai è diventato un protagonista del nostro immaginario. E in qualche modo, esiste. Non è più soltanto un eroe dei FUMETTI.
L'unico vantaggio di arrivare per ultimi a inserire il nuovo inizio di DYLAN DOG (colpa della lentezza delle poste italiane, ma sorvoliamo) è che c'è stato il tempo di leggere le tante reazioni sul web.
Le premesse sono arcinote: ROBERTO RECCHIONI è il nuovo curatore della collana-ormai da un anno- e dopo aver salvato il salvabile delle storie già in lavorazione (i tempi alla BONELLI sono lunghi), lancia ora un nuovo corso dell'indagatore dell'incubo che dovrebbe svecchiarlo un po', senza stravolgerlo: più tecnologia, nuovi personaggi, ambientazioni più contemporanee.
I commenti prevalenti su internet e sui social sono di questo tenore: "bella storia, ma cosà di nuovo questo DYLAN DOG? Non aveva più senso far cominciare il nuovo ciclo direttamente con il pensionamento dell'ispettore BLOCH, previsto nel numero di ottobre?". La storia " Nello SPAZIO PROFONDO", scritta da RECCHIONI e disegnata da un ottimo NICOLA MARI che ricorda JOHN ROMITA JR, ha i colori (notevoli di LORENZO DE FELICI) che in BONELLI si usano per le occasioni speciali.
Eppure sembra una storia di raccordo-" fill-in",le chiamano nei comics americani-invece che un grande debutto: nel2427 un clone di DYLAN DOG deve recuperare una nave alla deriva nello spazio infestata di fantasmi. Inevitabili le citazioni di ALIEN e della fantascienza anni Ottanta (con qualche scelta un po' didascalica, tipo chiamare la nave spaziale UK THATCHER).
in realtà RECCHIONI ha scelto la storia giusta per segnare il passaggio di epoca: è vero, non ci sono ancora le novità di "continuity" che caratterizzano il cambiamento, ma è una storia ambientata nel futuro, c'è un'intera squadra di coloni di DYLAN, anche uno in versione femminile, ciascuno con alcune delle caratteristiche del detective di GRAVEN ROAD.
"SPAZIO PROFONDO" è una dichiarazione di intenti più efficace di qualunque editoriale per quando DYLAN DOG possa cambiare, per quanto gli sceneggiatori possano divertirsi a giocare con lui, deformandolo, trasformandolo, anche uccidendolo, l'indagatore dell'incubo resterà fedele a se stesso perché ormai è diventato un protagonista del nostro immaginario. E in qualche modo, esiste. Non è più soltanto un eroe dei FUMETTI.
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