Questo TEXONE è forse il più atteso degli ultimi anni da quando la BONELLI ha cominciato ad affidare lo speciale annuale di TEX agli autori ITALIANI che già lavorano per la casa editrice, poche volte c'è stata tanta curiosità come nel 2014: CORRADO ROI, l'artista che si è caricato l'onere di realizzare le 240 pagine del volume, è il migliore dei disegnatori di DYLAN DOG, uno di quelli che tende a far prevalere l'elemento horror sullo splatter ironico che spesso caratterizza l'indagatore dell'incubo.
Di recente ROI si è prodotto anche nella più inquietante storia di NATHAN NEVER mai vista , lo speciale "I GIORNI DELLA MASCHERA", scritto da DAVIDE RIGAMONTI. Quindi era grande la curiosità per vedere come se la sarebbe cavata nelle praterie del west, con il sole del deserto al posto delle ombre di LONDRA .
Lo scrittore dello speciale di TEX è PASQUALE RUJU, abituato alle atmosfere cupe di DANPYR (il mezzo vampiro della BONELLI, ma frequenta spesso anche TEX e DYLAN DOG). La storia è condizionata per agevolare ROI: TEX e KIT CARSON si imbattono in un incongruo castello stile TRANSILVANIA trapiantato nella frontiera americana.
Ci sono uno strano nobile bulgaro, un assassino dai capelli lunghi bianchi e dagli occhi nascosti da misteriosi occhiali neri, un paio di piacenti fanciulle (merce rara nelle storie TEXIANE) .Insomma: una avventura di TEX e CARSON ma abbastanza gotica di essere adatta a ROI. Bilancio? non scontato: il tratto del tenebroso ROI riesce ad essere più inquietante nelle scene assolate, con sfondi bianchissimi e innaturali che fanno risaltare le ombre.
Mentre le sequenze più tradizionalmente oscure-passaggi segreti, resurrezioni notturne, ecc.- essendo un po' edulcorate dalla bassa concentrazione di splatter ammessa in TEX sembrano incompiute, trattenute. ROI
ROI disegna da quando aveva sedici anni, in edicola non gli vendevano i fumetti erotici che realizzava perché era troppo giovane per comprarli, e uno che ha tanta esperienza funziona ovunque, il suo TEX è poco tradizionale, talvolta pare un fantasma che incombe sulla storia più che l'usuale concentrato di proiettili e cazzotti.
Quello di ROI è quindi un esperimento, non è il TEX di AURELIO GALEPPINI o di GIOVANNI TICCI, ma a modo suo funziona. Bisognerebbe ora vederlo in azione in una storia meno dark, e per vedere come se la cava ROI, per esempio tra indiani e soldati a cavallo.
sabato 30 agosto 2014
mercoledì 13 agosto 2014
UN ESTATE DA ADOLESCENTI (di STEFANO FELTRI)
E LA CHIAMANO ESTATE
di JILLIAM TAMAKI e MARIKO TAMAKI, BAO PUBLISHING.
E proprio quando pensavamo non si potesse più scrivere un grapihc novel meritevole di lettura sulla solita triade adolescenza-primi-amori-un po'- di sesso, ecco "E LA CHIAMANO ESTATE". Che non centra nulla con la canzone di BRUNO AMORITO e neppure con il film uscito un paio di anni fa. Anzi, il titolo inglese era "THIS ONE SUMMER".
A firmarlo due cugine canadesi con ascendenze giapponesi: JILLIAN e MARIKO TAMAKI, la prima ai disegni la seconda alla sceneggiatura. Già il fatto che le autrici siano donne spinge alla lettura (il FUMETTO resta molto maschile, soprattutto nella produzione seriale). La scelta di impostarlo tutto su toni di blu attira, il tratto leggero le figure abbozzate che si muovono in vaste vignette di bianco sono una combinazione perfetta per raccontare il tempo dilatato delle estate in cui si fanno vacanze e non ancora ferie.
Ci sono due ragazze: ROSE è la bionda carina, in apparenza felice, in realtà con una famiglia che sta scoppiando dopo che la madre non è riuscita ad avere il secondo figlio. WINDY è stata adottata, un po' in carne, fintamente spensierata ma con già qualche complesso adolescenziale.
L'estate del libero è a modo suo unica, chiaramente l'ultima da q2uasi-bambine e la prima da quasi-donne, con slanci verso i ragazzi che si alternano alle ultime inclinazioni al gioco, premesse di seduzioni mitigate dall'incertezza su scopi, obiettivi e motivazioni.
Tutto è sospeso, incompiuto: le relazioni dei ragazzi della cittadina al mare dove le due cugine WINDY e ROSE si incontrano ogni anno, misurando le evoluzioni del tempo sui loro corpi, sospesa è anche la crisi del matrimonio dei genitori di ROSE, e perfino il rapporto tra le due ragazze, incerto tra amicizia profonda e ostilità per le differenze di caratte4re e di fisico, il FUMETTO di JILLIAN e MARIKO TAMAKI è una storia di cui conosciamo-in parte- gli antefatti e di cui non sapremo mai davvero le conclusioni. Ma in fondo, sono cosi tutte le storie in cui ci imbattiamo nella vita. Soprattutto d'estate.
di JILLIAM TAMAKI e MARIKO TAMAKI, BAO PUBLISHING.
E proprio quando pensavamo non si potesse più scrivere un grapihc novel meritevole di lettura sulla solita triade adolescenza-primi-amori-un po'- di sesso, ecco "E LA CHIAMANO ESTATE". Che non centra nulla con la canzone di BRUNO AMORITO e neppure con il film uscito un paio di anni fa. Anzi, il titolo inglese era "THIS ONE SUMMER".
A firmarlo due cugine canadesi con ascendenze giapponesi: JILLIAN e MARIKO TAMAKI, la prima ai disegni la seconda alla sceneggiatura. Già il fatto che le autrici siano donne spinge alla lettura (il FUMETTO resta molto maschile, soprattutto nella produzione seriale). La scelta di impostarlo tutto su toni di blu attira, il tratto leggero le figure abbozzate che si muovono in vaste vignette di bianco sono una combinazione perfetta per raccontare il tempo dilatato delle estate in cui si fanno vacanze e non ancora ferie.
Ci sono due ragazze: ROSE è la bionda carina, in apparenza felice, in realtà con una famiglia che sta scoppiando dopo che la madre non è riuscita ad avere il secondo figlio. WINDY è stata adottata, un po' in carne, fintamente spensierata ma con già qualche complesso adolescenziale.
L'estate del libero è a modo suo unica, chiaramente l'ultima da q2uasi-bambine e la prima da quasi-donne, con slanci verso i ragazzi che si alternano alle ultime inclinazioni al gioco, premesse di seduzioni mitigate dall'incertezza su scopi, obiettivi e motivazioni.
Tutto è sospeso, incompiuto: le relazioni dei ragazzi della cittadina al mare dove le due cugine WINDY e ROSE si incontrano ogni anno, misurando le evoluzioni del tempo sui loro corpi, sospesa è anche la crisi del matrimonio dei genitori di ROSE, e perfino il rapporto tra le due ragazze, incerto tra amicizia profonda e ostilità per le differenze di caratte4re e di fisico, il FUMETTO di JILLIAN e MARIKO TAMAKI è una storia di cui conosciamo-in parte- gli antefatti e di cui non sapremo mai davvero le conclusioni. Ma in fondo, sono cosi tutte le storie in cui ci imbattiamo nella vita. Soprattutto d'estate.
sabato 2 agosto 2014
IL GIORNALINO DELLA DOMENICA
Il primo numero è del 24Giugno1906, l'idea è di voler dare tutte le domeniche ad un pubblico giovane, una lettura istruttiva senza essere noiosa. diciamo che la rivista vuole educare e divertire i lettori che vanno dai 7 ai 15 anni della borghesia dell'epoca.
"Educare con immagini e parole" un progetto che propone copertine di alta qualità e dai disegni accattivanti, illustrati da disegnatori famosi quali: ANTONIO RUBINO, FILIBERTO SCARPELLI, UGO FINOZZI, OTTORINO ANDREINI, UMBERTO BRUNELLESCHI, MARCELLO DUDOVICH, SERGIO TOFANO ed EZIO ANICHINI.
La direzione è affidata a LUIGI BERTELLI (VAMBA) autore di punta della casa editrice BEMPORAD che si rifà a modelli precedenti come: IL GIORNALE DEI BAMBINI di FERDINANDO MARTINI e IL GIORNALE DEI FANCIULLI di TREVES. Vi troviamo rubriche fisse, allegati, racconti e romanzi a puntate (stampati più avanti in un volume).
Il giornalino diventa cosi un veicolo di idee liberal socialiste. Una scelta intelligente è stata quella di dare spazio ai piccoli lettori con sondaggi d'opinione, e non solo, è anche uno dei primi giornali che pubblica fotografie.
Nel1908 la direzione deve affrontare una crisi di impresa. La direzione passa nelle mani di VAMBA, tra mille difficoltà riesce a gestire la testata fino al 1911, quando viene decisa la sua chiusura. IL GIORNALINO riprende ad uscire nel 1918, con l'editore fiorentino SOMIGLI, ma con la morte di BERTELLI (1920) conclude un'epoca. IL GIORNALINO tra alterne vicende verrà diretto da GIUSEPPE FANCIULLI fino al 1924, la sua chiusura definitiva avverrà nel 1927.
"Educare con immagini e parole" un progetto che propone copertine di alta qualità e dai disegni accattivanti, illustrati da disegnatori famosi quali: ANTONIO RUBINO, FILIBERTO SCARPELLI, UGO FINOZZI, OTTORINO ANDREINI, UMBERTO BRUNELLESCHI, MARCELLO DUDOVICH, SERGIO TOFANO ed EZIO ANICHINI.
La direzione è affidata a LUIGI BERTELLI (VAMBA) autore di punta della casa editrice BEMPORAD che si rifà a modelli precedenti come: IL GIORNALE DEI BAMBINI di FERDINANDO MARTINI e IL GIORNALE DEI FANCIULLI di TREVES. Vi troviamo rubriche fisse, allegati, racconti e romanzi a puntate (stampati più avanti in un volume).
Il giornalino diventa cosi un veicolo di idee liberal socialiste. Una scelta intelligente è stata quella di dare spazio ai piccoli lettori con sondaggi d'opinione, e non solo, è anche uno dei primi giornali che pubblica fotografie.
Nel1908 la direzione deve affrontare una crisi di impresa. La direzione passa nelle mani di VAMBA, tra mille difficoltà riesce a gestire la testata fino al 1911, quando viene decisa la sua chiusura. IL GIORNALINO riprende ad uscire nel 1918, con l'editore fiorentino SOMIGLI, ma con la morte di BERTELLI (1920) conclude un'epoca. IL GIORNALINO tra alterne vicende verrà diretto da GIUSEPPE FANCIULLI fino al 1924, la sua chiusura definitiva avverrà nel 1927.
sabato 12 luglio 2014
I SUPER EROI MARVEL E IL LIBERO ARBITRIO (di STEFANO FELTRI)
LA CROCIATA DELL'INFINITO
Chissà che faccia hanno fatto i dirigenti della MARVEL COMICS quando JIM STARLIN ha proposto qualcosa come: "Voglio fare una grande saga cosmica sul libero arbitrio". Erano gli anni novanta, qualunque obbrobrio a FUMETTI che arrivasse in edicola vendeva come un best seller.
Questo ha spinto MARVEL a sommergerci di prodotti dozzinali ma ha anche creato le premesse per la nascita di opere che in un contesto diverso forse non avrebbero mai avuto il placet come, appunto, la CROCIATA DELL'INFINITO.
E' il terzo episodio di un affresco con cui JIM STARLIN ha preso alcuni personaggi minori degli anni settanta ( del genere che gli autori inventavano sotto effetto di LSD) e li ha trasformati in divinità, ha declinato un universo alla FLASH GORDON nello sfondo gli unici FUMETTI filosofici mai prodotti dalla MARVEL.
Al centro c'è ADAM WARLOCK, uno strano dio biondo- una specie di cristo dell'universo MARVEL- che ha scritto il suo lato oscuro (il MAGUS) IN UNA PRECEDENTE SAGA. Ora prende il sopravvento la sua parte migliore, la DEA, una versione femminile che incarna quanto di più puro ed elevato c'è nello spirito di WARLOCK.
La DEA comincia la sua creazione (avete presente "TREE OF LIFE" di TERRENCE MALICK?) e porta nel suo PARADISO OMEGA tutti gli eroi MARVEL più propensi alla fede: dal bigotto DEVIL al patriottico CAPITAN AMERICA al divini THOR, mentre sulla terra gli scettici come IRON MAN o WOLVERINE si macerano nel tormento di non essere tra i presenti.
Tra battaglie planetarie e nascite di universi, STARLIN e il disegnatore molto anni novanta RON LIM accompagnano gli eroi MARVEL alla consapevolezza che il bene assoluto non può esistere, la rinuncia al libero arbitrio in favore della cieca obbedienza (non importa a che fede) sono le premesse per abbruttimento e violenza, l'esistenza del male è necessaria perché il bene risalti per contrasto, altrimenti anche gli slanci più nobili portano oppressione e oscurità. Un FUMETTO geniale, che ricorda quelli di ALEJANDRO JODOROWSKY, ma molto più divertente.
Chissà che faccia hanno fatto i dirigenti della MARVEL COMICS quando JIM STARLIN ha proposto qualcosa come: "Voglio fare una grande saga cosmica sul libero arbitrio". Erano gli anni novanta, qualunque obbrobrio a FUMETTI che arrivasse in edicola vendeva come un best seller.
Questo ha spinto MARVEL a sommergerci di prodotti dozzinali ma ha anche creato le premesse per la nascita di opere che in un contesto diverso forse non avrebbero mai avuto il placet come, appunto, la CROCIATA DELL'INFINITO.
E' il terzo episodio di un affresco con cui JIM STARLIN ha preso alcuni personaggi minori degli anni settanta ( del genere che gli autori inventavano sotto effetto di LSD) e li ha trasformati in divinità, ha declinato un universo alla FLASH GORDON nello sfondo gli unici FUMETTI filosofici mai prodotti dalla MARVEL.
Al centro c'è ADAM WARLOCK, uno strano dio biondo- una specie di cristo dell'universo MARVEL- che ha scritto il suo lato oscuro (il MAGUS) IN UNA PRECEDENTE SAGA. Ora prende il sopravvento la sua parte migliore, la DEA, una versione femminile che incarna quanto di più puro ed elevato c'è nello spirito di WARLOCK.
La DEA comincia la sua creazione (avete presente "TREE OF LIFE" di TERRENCE MALICK?) e porta nel suo PARADISO OMEGA tutti gli eroi MARVEL più propensi alla fede: dal bigotto DEVIL al patriottico CAPITAN AMERICA al divini THOR, mentre sulla terra gli scettici come IRON MAN o WOLVERINE si macerano nel tormento di non essere tra i presenti.
Tra battaglie planetarie e nascite di universi, STARLIN e il disegnatore molto anni novanta RON LIM accompagnano gli eroi MARVEL alla consapevolezza che il bene assoluto non può esistere, la rinuncia al libero arbitrio in favore della cieca obbedienza (non importa a che fede) sono le premesse per abbruttimento e violenza, l'esistenza del male è necessaria perché il bene risalti per contrasto, altrimenti anche gli slanci più nobili portano oppressione e oscurità. Un FUMETTO geniale, che ricorda quelli di ALEJANDRO JODOROWSKY, ma molto più divertente.
domenica 6 luglio 2014
IL WEST PRIMA DI TEX WILLER di STEFANO FELTRI
ROBERTO GUARINO è un avvocato torinese che si è posto il nobile obiettivo di celebrare il lavoro di CLAUDIO NIZZI, per decenni tra i più prolifici sceneggiatori ITALIANI, prima sul VITTORIOSO e sul GIORNALINO, poi scrittore di TEX per la SERGIO BONELLI.
Dopo un libro intervista con NIZZI su TEX, GUARINO ha iniziato a curare per l'editore ALLAGALLA la ristampa di storie introvabili. Quel LARRY YUMA che NIZZI scriveva per il GIORNALINO, negli anni settanta.
LARRY YUMA assomiglia allo straniero senza nome dei film di SERGIO LEONE, come CLINT EASTWOOD ha un poncho, un sigaro pendulo e faccia di pietra. Il recupero è interessante per varie ragioni: la prima è che permette di apprezzare la straordinaria professionalità di NIZZI, artigiano delle storie, che deve bruciare in poche tavole personaggi, situazioni, colpi di scena.
I disegni di CARLO BOSCARATO sono un pò datati, ma curatissimi. LARRY YUMA riassume bene lo stile del GIORNALINO: il periodico dei paolini, distribuito in abbonamento e nelle parrocchie, ha sempre prodotto storie di grande qualità ma un po' anestetizzate, LARRY YUMA spara ma non uccide, non scazzotta i cattivi come TEX, è perfino garbato.
Il tentativo di non turbare il giovane pubblico e la scarsa distribuzione ha consegnato all'oblio molti lavori validi, come LARRY YUMA. Per fortuna ogni tanto c'è qualcuno come GUARINO che ha abbastanza passione per recuperarli.
Dopo un libro intervista con NIZZI su TEX, GUARINO ha iniziato a curare per l'editore ALLAGALLA la ristampa di storie introvabili. Quel LARRY YUMA che NIZZI scriveva per il GIORNALINO, negli anni settanta.
LARRY YUMA assomiglia allo straniero senza nome dei film di SERGIO LEONE, come CLINT EASTWOOD ha un poncho, un sigaro pendulo e faccia di pietra. Il recupero è interessante per varie ragioni: la prima è che permette di apprezzare la straordinaria professionalità di NIZZI, artigiano delle storie, che deve bruciare in poche tavole personaggi, situazioni, colpi di scena.
I disegni di CARLO BOSCARATO sono un pò datati, ma curatissimi. LARRY YUMA riassume bene lo stile del GIORNALINO: il periodico dei paolini, distribuito in abbonamento e nelle parrocchie, ha sempre prodotto storie di grande qualità ma un po' anestetizzate, LARRY YUMA spara ma non uccide, non scazzotta i cattivi come TEX, è perfino garbato.
Il tentativo di non turbare il giovane pubblico e la scarsa distribuzione ha consegnato all'oblio molti lavori validi, come LARRY YUMA. Per fortuna ogni tanto c'è qualcuno come GUARINO che ha abbastanza passione per recuperarli.
mercoledì 2 luglio 2014
I GRANDI DEL FUMETTO
DINO BATTAGLIA nasce a VENEZIA nel 1923. Frequenta il liceo artistico, ma la sua formazione è prevalentemente autodidatta. Finita la guerra collabora come illustratore per alcune riviste fiorentine dedicate all'infanzia. Nel 1946 inizia la storia a FUMETTI "JUNGLEMAN", che viene pubblicata sulla rivista "ASSO DI PICCHE" .
Nel 1950 si trasferisce a MILANO dove, per l'editore CIVITA di BUENOS AIRES, crea personaggi come "CAPITAN CARIBE" e "LA BRUIA DEL MAR" in questo periodo inizia a lavorare per MONDADORI, disegnando "PECOS BILL" e "OKLAOMA", mentre per SERGIO BONELLI realizza "EL KID" in questi anni collabora anche con due testate londinesi, "DAILY EXPRESS" e "TOP SPOT".
Nei primi anni 60 inizia un intenso rapporto di lavoro con il "CORRIERE DEI PICCOLI", che continuerà con alcune pause fino al 1975. Nel 1968 comincia la lunga collaborazione con biografie dei santi per il "MESSAGGERO DEI RAGAZZI" UN UOMO UN'AVVENTURA "L'UOMO DELLA LEGIONE" e "L'UOMO DEL NEW ENGLAND" . Nello stesso periodo compare sul "GIORNALINO" la serie " TILL ULENSPIEGEL", seguita dalla prima parte di "GARGANTUA E PANTAGRUEL". La seconda parte uscirà postuma nel 1984.
Nel 1981 crea il suo primo personaggio, "L'ISPETTORE COKE", per la collana "I PROTAGONISTI" delle edizioni L'ISOLA TROVATA, termina due episodi ("I DELITTI DELLA FENICE e LA MUMMIA"), mentre il terzo viene interrotto alla pagina 21.
DINO BATTAGLIA MUORE A MILANO IL 4 OTTOBRE 1983.
Nel 1950 si trasferisce a MILANO dove, per l'editore CIVITA di BUENOS AIRES, crea personaggi come "CAPITAN CARIBE" e "LA BRUIA DEL MAR" in questo periodo inizia a lavorare per MONDADORI, disegnando "PECOS BILL" e "OKLAOMA", mentre per SERGIO BONELLI realizza "EL KID" in questi anni collabora anche con due testate londinesi, "DAILY EXPRESS" e "TOP SPOT".
Nei primi anni 60 inizia un intenso rapporto di lavoro con il "CORRIERE DEI PICCOLI", che continuerà con alcune pause fino al 1975. Nel 1968 comincia la lunga collaborazione con biografie dei santi per il "MESSAGGERO DEI RAGAZZI" UN UOMO UN'AVVENTURA "L'UOMO DELLA LEGIONE" e "L'UOMO DEL NEW ENGLAND" . Nello stesso periodo compare sul "GIORNALINO" la serie " TILL ULENSPIEGEL", seguita dalla prima parte di "GARGANTUA E PANTAGRUEL". La seconda parte uscirà postuma nel 1984.
Nel 1981 crea il suo primo personaggio, "L'ISPETTORE COKE", per la collana "I PROTAGONISTI" delle edizioni L'ISOLA TROVATA, termina due episodi ("I DELITTI DELLA FENICE e LA MUMMIA"), mentre il terzo viene interrotto alla pagina 21.
DINO BATTAGLIA MUORE A MILANO IL 4 OTTOBRE 1983.
sabato 28 giugno 2014
FUMETTO E FASCISMO
Era il 1923 quando nelle edicole fece la sua comparsa "IL BALILLA". Sono trascorse poche giornate dalla marcia su ROMA che ha portato al potere il fascismo; nelle edicole arriva un nuovo giornalino a FUMETTI, volutamente e accesamente propagandistico, in diretta concorrenza con il più tradizionale "CORRIERE DEI PICCOLI" dove il BALILLA si ispira alla grafica.
Lo scopo è quello di far vivere sulla carta nuovi eroi, italiani naturalmente, modelli che possono essere imitati dai più giovani. Con la politica mussoliniana di fascistizzazione, questo sarebbe stato il destino imposto al paese dalle autorità di regime nel ventennio di dittatura. Istituzione, cultura, economia tutto doveva uniformarsi al credo fascista.
La fascistizzazione intendeva anche inculcare precise parole d'ordine nelle menti dei giovani, a scuola come nelle associazioni sportive e ricreative, nemmeno per il FUMETTO era impossibile sfuggire ad una simile logica propagandistica.
Sin dal 1908 insieme al CORRIERE DELLA SERA, i cui personaggi erano ormai parte stabile del mondo dei bambini: il SIGNOR BONAVVENTURA, SOR POMPIRIO, BIBI E BOBO ecc. costituivano, a ben vedere, gli eroi di tanti bambini. La ferrea logica dell'irrigimentazione voluta da MUSSOLINI non poteva accettare un simile dato. Tuttavia il primo eroe dei FUMETTI fascista apparve soltanto nel 1932 anno in cui troviamo la pubblicazione della rivista "JUMBO", edita dal fiorentino VECCHI sulla falsariga dell'inglese RAINBOW, dal quale attingeva buona parte dei disegni e delle storie.
Il regime di "AUTARCHIA", intervenuto in seguito alle sanzioni imposte all'ITALIA dopo la guerra d'ETIOPIA provocò un vero e proprio sconvolgimento, tutti i FUMETTI d'importazione scomparvero, tranne TOPOLINO che però fu costretto a chiamarsi TUFFOLINO; l'ostracismo dato a tutto ciò che non era ITALIANO coinvolse anche i FUMETTI.
SULL'AVVENTUROSO FUMETTI dal calibro di FASH GORDON, MANDRAKE e PHANTOM furono sostituite dalle storie di JTSO, che esaltava l'invasione nipponica nei confronti della CINA e di ROMOLO ingegnere ITALIANO di ABISSINIA. le idee razziste furono fatte oggetto di riproduzione FUMETTISTICA, con l'esaltazione dell'italianità.
Tra le numerose tavole propagandistiche che apparvero sui periodici per ragazzi, le uniche che forse fecero breccia nell'immaginario furono DICK FULMINE, disegnato da CARLO COSSIO con i tratti di PRIMO CARNERA, FULMINE poliziotto americano in perenne lotta contro un paio di pericolosi criminali; BARRIERA ras SUD AMERICANO ed il nero ZAMBO, bandito in grado di sfruttare armi micidiali, come una pistola a gas paralizzante.
All'utilizzo spregiudicato del FUMETTO nell'epoca FASCISTA seguirono nel dopo guerra aspre polemiche pedagogiche nelle quali si distinsero, ORIGLIA, VITTORINI e RODARI che sottolineavano le peculiarità della letteratura per immagini e la sua potenzialità.
Lo scopo è quello di far vivere sulla carta nuovi eroi, italiani naturalmente, modelli che possono essere imitati dai più giovani. Con la politica mussoliniana di fascistizzazione, questo sarebbe stato il destino imposto al paese dalle autorità di regime nel ventennio di dittatura. Istituzione, cultura, economia tutto doveva uniformarsi al credo fascista.
La fascistizzazione intendeva anche inculcare precise parole d'ordine nelle menti dei giovani, a scuola come nelle associazioni sportive e ricreative, nemmeno per il FUMETTO era impossibile sfuggire ad una simile logica propagandistica.
Sin dal 1908 insieme al CORRIERE DELLA SERA, i cui personaggi erano ormai parte stabile del mondo dei bambini: il SIGNOR BONAVVENTURA, SOR POMPIRIO, BIBI E BOBO ecc. costituivano, a ben vedere, gli eroi di tanti bambini. La ferrea logica dell'irrigimentazione voluta da MUSSOLINI non poteva accettare un simile dato. Tuttavia il primo eroe dei FUMETTI fascista apparve soltanto nel 1932 anno in cui troviamo la pubblicazione della rivista "JUMBO", edita dal fiorentino VECCHI sulla falsariga dell'inglese RAINBOW, dal quale attingeva buona parte dei disegni e delle storie.
Il regime di "AUTARCHIA", intervenuto in seguito alle sanzioni imposte all'ITALIA dopo la guerra d'ETIOPIA provocò un vero e proprio sconvolgimento, tutti i FUMETTI d'importazione scomparvero, tranne TOPOLINO che però fu costretto a chiamarsi TUFFOLINO; l'ostracismo dato a tutto ciò che non era ITALIANO coinvolse anche i FUMETTI.
SULL'AVVENTUROSO FUMETTI dal calibro di FASH GORDON, MANDRAKE e PHANTOM furono sostituite dalle storie di JTSO, che esaltava l'invasione nipponica nei confronti della CINA e di ROMOLO ingegnere ITALIANO di ABISSINIA. le idee razziste furono fatte oggetto di riproduzione FUMETTISTICA, con l'esaltazione dell'italianità.
Tra le numerose tavole propagandistiche che apparvero sui periodici per ragazzi, le uniche che forse fecero breccia nell'immaginario furono DICK FULMINE, disegnato da CARLO COSSIO con i tratti di PRIMO CARNERA, FULMINE poliziotto americano in perenne lotta contro un paio di pericolosi criminali; BARRIERA ras SUD AMERICANO ed il nero ZAMBO, bandito in grado di sfruttare armi micidiali, come una pistola a gas paralizzante.
All'utilizzo spregiudicato del FUMETTO nell'epoca FASCISTA seguirono nel dopo guerra aspre polemiche pedagogiche nelle quali si distinsero, ORIGLIA, VITTORINI e RODARI che sottolineavano le peculiarità della letteratura per immagini e la sua potenzialità.
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